In arrivo percorsi di orientamento personalizzati, hub territoriali e la figura chiave del Case Manager per supportare i giovani nell’inserimento professionale.
La Regione Emilia-Romagna mette in campo una strategia integrata e capillare per contrastare il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment, or Training) e dare una risposta concreta alla sfida dell’occupazione giovanile. L’obiettivo della nuova misura è intercettare i ragazzi e le ragazze che si trovano fuori dai circuiti scolastici e lavorativi, offrendo loro non solo formazione, ma un vero e proprio accompagnamento individuale verso il mondo del lavoro.
Per il Progetto ORO (Opportunità Risorse Orientamento), questa iniziativa rappresenta un pilastro fondamentale: la creazione di nuovi punti di contatto e di metodologie personalizzate permetterà di potenziare la rete di supporto già attiva nella provincia di Forlì-Cesena.
I tre pilastri del piano regionale anti-NEET
Per superare i limiti dei tradizionali sportelli di orientamento, la nuova programmazione regionale introduce strumenti innovativi basati sulla prossimità e sulla personalizzazione del servizio:
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Hub Territoriali di comunità: Nuovi spazi diffusi sul territorio pensati come centri di aggregazione, orientamento e scambio interculturale. Non più uffici formali, ma veri e propri “centri di gravità” vicini ai luoghi di ritrovo dei giovani, progettati per accogliere, ascoltare e riattivare le motivazioni dei ragazzi.
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Percorsi di orientamento personalizzati: Ogni giovane inserito nel programma potrà beneficiare di un bilancio delle competenze su misura e di laboratori mirati a sviluppare sia le soft skills (competenze trasversali e relazionali) sia le competenze tecniche e digitali oggi più richieste dal mercato economico locale.
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La figura del Case Manager: Una guida professionale dedicata che accompagnerà il giovane lungo tutto il percorso, facendo da ponte tra i servizi socio-assistenziali, la rete educativa e il sistema dei servizi per il lavoro. Un punto di riferimento costante per evitare l’abbandono delle attività e facilitare il contatto con le imprese.
L’impatto e le opportunità a Forlì e Cesena
L’attivazione di questa misura in Emilia-Romagna punta a ridurre i gap territoriali, valorizzando i partenariati locali tra scuole, enti di formazione accreditati e associazioni del terzo settore. Nella realtà di Forlì-Cesena, questo si tradurrà in:
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Maggiore sinergia pubblica e privata: Una connessione più stretta tra la rete dei servizi sociali dei Comuni e i Centri per l’Impiego, per garantire che nessuno venga lasciato indietro.
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Accesso a programmi di inserimento: I ragazzi coinvolti potranno accedere a tirocini mirati, contratti di apprendistato e ai percorsi formativi gratuiti legati alle transizioni ecologiche e tecnologiche delle filiere produttive locali.
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Inclusione e partecipazione attiva: Particolare attenzione sarà rivolta alle fasce più vulnerabili o a rischio di esclusione sociale, offrendo un orientamento che rimetta al centro la persona e le sue specifiche attitudini.


